Pregare la Parola

XXXIII DOMENICA "PER ANNUM" . 18 novembre

SECONDA LETTURA: Ebrei 10,11-14.18

Ogni sacerdote si presenta giorno per giorno a celebrare il culto e ad offrire molte volte gli stessi sacrifici che non possono mai eliminare i peccati. Egli al contrario, avendo offerto un solo sacrificio per i peccati una volta per sempre si è assiso alla destra di Dio, aspettando ormai solo che i suoi nemici vengano posti sotto i suoi piedi. Poiché con un'unica oblazione egli ha reso perfetti per sempre quelli che vengono santificati. Ora, dove c'è il perdono di queste cose, non c'è più bisogno di offerta per il peccato.

 

Il tema della pericope odierna riprende quello della scorsa domenica e lo completa. L’autore dell’epistola, infatti, insiste sull’unicità del sacrificio di Cristo in contrapposizione ai molti sacrifici giudaici: questi devono essere continuamente ripetuti perché: “non possono mai eliminare i peccati” (v.11), mentre l’oblazione di Cristo è perfetta e salvifica per chi si affida alla sua mediazione sacerdotale (v.14).

Qui però si aggiunge un elemento nuovo che pone questo brano in stretta continuità con la prima lettura e il vangelo di oggi: il sacrificio di Cristo è “una volta per sempre” e perciò apre una dimensione nuova nel fluire del tempo (“giorno per giorno”: v.11). “Ormai” Cristo ha vinto le forze del male ed è assiso sul trono di Dio, “attendendo solo” che la sua vittoria diventi palese e definitiva (vv. 12s.): allora il tempo sfocerà nell’eternità.

Ma fin d’ora “quelli che vengono santificati”, che cioè accolgono la sua oblazione e sottomettono a lui la volontà ribelle che spinge al peccato, entrano in questa dimensione di eternità (“per sempre”: v.14). Pur mentre il tempo continua il suo corso, nella celebrazione eucaristica – memoriale del sacrificio di Cristo – noi comunichiamo già al pane di vita “eterna” (cfr. Gv 6,48-51).

Il punto

3 novembre 1918. Firma dell’armistizio fra Italia e Austria Ungheria. Deo Gratias.

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